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L’Irregolare   n. 7    
13/04/2015-30/11/2015
01/12/2015- 01/12/2016                                                                               

 

EDITORIALE.

Abbiamo abituato i nostri lettori a pause anche lunghe.
Mai tanto, quanto nell'ultima occasione.
Si riprende la pubblicazione per fatti gravi; molto.
L’assalto alla Costituzione dello Stato Italiano ci coarta, nell'impegno ad intervenire.
L’assalto alla Democrazia, prende l’avvio da lontano.
Già nel passato, qualcuno si era lamentato, del problema per lui rilevante, di non potere intervenire sullo Stato Italiano, con modifiche significative e rilevanti, alle leggi ed all'apparato legislativo, in modo da asservirlo alle proprie esigenze. In tempi rapidi. Trasformare e sottomettere il paese, alle esigenze di pochi.
Calpestare i diritti del popolo, dei cittadini.
Dopo l’assalto alla comunicazione, già risolto, in maniera quasi integrale, si può e bene si deve dedicarsi a quello alla Costituzione.
Si inizia da lontano.
Il terzo governo Berlusconi, in maniera silenziosa, quasi muta, ha provveduto a modificare la disciplina dell’articolo 283 del codice penale, attentato contro la costituzione. 
Sono bastati dei piccolissimi ritocchi. La pena edittale da un minimo di 12 anni è scesa a soli 5 anni. Per contro, con sapiente mossa strategica, si è aggiunta una sola parolina all'importantissimo articolo: “con violenza”.
Adesso, l’assalto alla Costituzione, ha la strada spianata.
L’emanazione del marionettista, assoldata, a più basso prezzo non di Messi o di Ronaldo, (per gli illustri costituzionalisti non aggiornati sul calcio mondiale, i giocatori fra i più pagati al mondo) ma forse al costo di un Balotelli, si prodiga, cautelata, a compiere lo scempio.
Col sistema delle designazioni di partito, e con le liste bloccate, i selezionati componenti di camera e senato, per alti meriti, quali primi posti ai concorsi di miss Italia, titolo preferenziale, si fanno onore nel portare avanti i disegni politici; dei padroni lieti di economizzare nelle spese di termocoperte nel periodo invernale, beneficiando di letti bene scaldati.
Adesso lo scempio della Costituzione si può fare.
Ma la arroganza, il tarlo della pubblicità, pure nella sapiente strategia, fatta, incredibile a credersi, ma vero con elevatissima probabilità, vicina alla certezza, da bravi registi teatrali e sceneggiatori televisivi e cinematografici, inficia, contagia i messaggi istituzionali.   Le leggi.   I titoli delle stesse.   Più votati alla massmedizzazione, di quanto non siano rivolti ai soggetti, ed organismi addetti alla applicazione.
Ed ecco, un testo referendario, per magia, grazie al re della pubblicità italiana, divenire uno spot di alta sollecitazione all'acquisto. 

Complimenti.  Furbo produttore televisivo.



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                    Lettera Aperta

                            per

            I CITTADINI ITALIANI

Per fare valere la violazione di un diritto costituzionale primario.
Il sottoscritto Russo Antonino n. a Catania il 22/8/1948 ed ivi residente in via Domenico Cimarosa 10, praticante avvocato semplice abilitato, già iscritto all'Ordine degli Avvocati di Catania tessera n. P0198 del 22/11/1999 Catania, abilitato al Patrocinio dall’11/7/2006 all’11/7/2012. Non ha mai voluto sostenere prove di esame per il conseguimento dell’iscrizione all'Ordine degli Avvocati.
Premette:
Di essere disgustato della scena politica attuale, intendendo l’ultimo quarto di secolo, ragione per cui ha inteso estranearsi dai mass/media, perfidamente pilotati.
Nel corso della settimana antecedente la u.s., è stato aggredito, senza proprio volere, mentre ascoltava musica alla radio, sintonizzato su una emittente, dovrebbe trasmettere soltanto tale arte,  da spot pubblicitario, rifilato per messaggio istituzionale di informazione. Subìto inconsapevolmente. 
Lo spot ha gradualmente innescato un senso di profonda ribellione. Tale da stimolare la verifica su cosa era avvenuto nell'attacco alla Costituzione della Repubblica Italiana. Conosceva il sottoscritto, del referendum del prossimo 4/12.  Ma non immaginava potere essersi spinti a tanto, i soggetti, redattori della modifica approvata dai due rami del parlamento.
Ciò, premesso; e chiarito, per spiegare le ragioni concorrenti all'urgenza ed alle altre motivazioni ricorsuali.  Indi il sottoscritto entra nel merito.
Ha il sottoscritto visionato, le notizie sia pure frammentarie, con le motivazioni del rigetto dei due ricorsi, uno al TAR Lazio e l’altro al Tribunale di Milano. Prima impressione, dalla lettura della Ordinanza Dorigo, anch'essa da pochissimo entrata nella disponibilità, gravemente strafalcionaria. Pure non disponendo del testo del ricorso Onida. 
In merito all'esame degli atti in possesso del sottoscritto, e cioè, il testo del messaggio istituzionale ad opera del Ministero Dell’Interno, (all.1); conforme a quanto riportato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni AGCOM; integrato dalle parole estrapolate dall’art. 16 della legge  25 maggio 1970, n.352  (all.2); conforme a quanto verrà riportato nell’improbabile Referendum.
In diritto: Risulta gravemente viziato il testo del messaggio istituzionale, utilizza la parola “superamento” nel riferimento al bicameralismo paritario, termine, utilizzato, in maniera d’attribuire un significato altamente denigratore, al sistema in vigore. Infatti la parola superamento, non contempla  possibilità di molteplicità alternativa, come avviene ad esempio con la parola diverso.  Infatti la diversità può essere in meglio od in peggio.  Non il superamento. Superato è qualcosa di obsoleto stando alla lingua italiana.  Vedasi Vocabolario Treccani, opera di: “Istituto riconosciuto quale ente di diritto privato d’interesse nazionale”. Per Vocabolario Treccani testuale ad esempio:  “superamento di una formula politica ormai esaurita”.  Vocabolario Trec-cani Hegel in filosofia: “….categoria che idealmente la precede, eliminandola nella sua limitatezza….” .

In ultima analisi anche nel recondito uso di superamento in senso peggiorativo, neanche ipotizzabile nel contesto espositivo del quesito, e della legge proponenda, è implicito il giudizio di negatività della cosa che si intende superare.  Infatti pure ammessa la negatività maggiore della cosa nuova, si esprime giudizio di negatività anche nei confronti della cosa vecchia.  Indi assodata la valutazione negativa della cosa superata.
Non dubbio alcuno può esistere sul messaggio tendenzioso, falsante, subliminale.
Peraltro, nei due ricorsi, rigettati, non si fa riferimento veruno, almeno per quanto riportato negli stringati passi della stampa, al concetto suesposto; ed all’altro ben più significativo esponendo.
In diritto: la legge 25 maggio 1970, n.352, contrariamente alla schiacciante prevalenza,  di testi sulle norme referendarie, che principiano dall’art. 27 nelle esposizioni chiarificatrici, fuorvianti, statuisce e regolamenta sinteticamente, con la utilizzazione, di una sola, semplice, parola, quale deve essere il contenuto del testo della formula del quesito referendario. L’art. 16 dice: "concernente"  ,  nessun riferimento va fatto a titoletti, fantasiosi, di, scellerata, inventiva, e fattura. Così come nessun testo di referendum, di stato democratico, parlerebbe mai di legge Bisaglia, o Merlin, o peggio porcellum. Al baratro non c’è limite. 
Ovviamente, il titoletto poteva anche essere utilizzato, ma soltanto nel caso si fosse parlato: di regolamentazione, sostituzione, differente esposizione.
Concernere: soccorre sempre vocabolario Treccani: riguardare, avere attinenza o relazione.  Il riguardo, la attinenza, la relazione, vanno riferiti al contenuto della nuova legge.  Non va fatto il riferimento alla sostituenda.  Meno che mai un semplice riferimento dispregiativo.  Il concernimento va applicato solamente alla nuova legge.  E di questa non una parola viene spesa per quel che la riguarda nella sua componente primaria, il bicameralismo storpio.    Nuova normativa per il bicameralismo. La descrizione sarebbe stata sufficiente.  Anche se il nuovo, apparentemente è inteso come sinonimo di miglioramento, la sparuta ipotesi di nuovo negativa su trenta e più, di chi è spratico di un mestiere, o di qualcosa, avrebbe salvato almeno la faccia.

Ve ne è a sufficienza per il rinvio alla alta Corte Costituzionale ad opera del Giudice verrà a ciò delegato.  

                                    

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Giustamente, il ricorso ex art. 700, unico strumento consentito al legale che mi assiste, supportato da legali pari, di prima grandezza sul piano planetario, può e deve essere rivolto esclusivamente al percorso referendario, viziato da violazioni di legge costituzionale in maniera non manifestamente infondata.

E su questo, non vi è al mondo persona, in buona fede, e munita di conoscenza del diritto, che possa sostenere il non assunto.  E’ diritto riconosciutomi dalla Costituzione. La Costituzione in numerosi passaggi, non cito tutti per non annoiare, recita: art. 48 il diritto di voto non può essere limitato. Il voto è ……..  libero…..    Sono elettori tutti i cittadini.   Art. 138 …………..referendum popolare…………

Indi il sottoscritto deve essendo un “popolano”, “cittadino”, partecipare a “legittimi” referenda, formandosi un pensiero “libero” “non limitato”. Il messaggio istituzionale, aggredisce il popolo, il cittadino, il libero convincimento, vuole limitarlo. Nessuno può negare, ci troviamo di fronte ad una immane violenza.

                                           

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Segue, invece: tutto il costrutto dello stravolgimento costituzionale, stranamente perfettamente legittimo.
La costituzione, viene stracciata, calpestata, stravolta.  E’ tutto legittimo. Come mai?
L’assalto alla Costituzione, preordinato, gradatamente, da chi si lamentava di non potere fare totalmente il proprio comodo per colpa degli italiani, in quanto non gli avevano dato un consenso plebiscitario; affonda le sue origini, in un piccolo, passaggio, inosservato.  La modifica dell’art. 283 del c.p.
L’assalto alla Costituzione dello Stato Italiano ci coarta, nell’impegno ad intervenire.
L’assalto alla Democrazia, prende l’avvio da lontano.
Già nel passato, qualcuno si era lamentato, anche, del problema per lui rilevante, di non potere intervenire sullo Stato Italiano, con modifiche significative e rilevanti, alle leggi ed all’apparato legislativo, in modo da asservirlo alle proprie esigenze. In tempi rapidi.   Trasformare e sottomettere il paese, alle esigenze di pochi.
Calpestare i diritti del popolo, dei cittadini.
Dopo il sacchéggio operato alla comunicazione, già risolto, in maniera quasi integrale, si può e bene si deve dedicarsi a quello alla Costituzione.
Si inizia da lontano.
Il terzo governo Berlusconi, in maniera silenziosa, quasi muta, ha provveduto a modificare la disciplina dell’articolo 283 del codice penale, attentato contro la costituzione. 
Sono bastati dei piccolissimi ritocchi.  La pena edittale da un minimo di 12 anni è scesa a soli 5 anni. 
Per contro, con sapiente mossa strategica, si è aggiunta una sola parolina all'importantissimo articolo: “con violenza”.
Adesso, l’assalto alla Costituzione, ha la strada spianata.
L’emanazione del marionettista, assoldata, a più basso prezzo non di Messi o di Ronaldo, (per gli illustri costituzionalisti non aggiornati sul calcio mondiale, i giocatori fra i più pagati al mondo) ma forse al costo di un Balotelli, si prodiga, cautelata, a compiere lo scempio.
Col sistema delle designazioni di partito, e con le liste bloccate, i selezionati componenti di camera e
senato, taluni per alti meriti, quali primi posti ai concorsi di miss Italia, titolo preferenziale, si fanno onore nel portare avanti i disegni politici; dei padroni lieti di economizzare nelle spese di termocoperte nel periodo invernale, beneficiando di letti bene scaldati.
Adesso lo scempio della Costituzione si può fare.
Ma la arroganza, il tarlo della pubblicità, pure nella sapiente strategia, fatta, incredibile a credersi, ma vero con elevatissima probabilità, vicina alla certezza, da bravi registi teatrali e sceneggiatori televisivi e cinematografici, inficia, contagia i messaggi istituzionali.   Le leggi.   I titoli delle stesse.   Più votati alla massmedizzazione, di quanto non siano rivolti ai soggetti, ed organismi addetti alla applicazione.
Ed ecco, un testo referendario, per magia, grazie al re della pubblicità italiana, divenire uno spot di alta sollecitazione all'acquisto.
Complimenti. Al furbo produttore televisivo.

Ma la bassa cultura, fa commettere l’errore.
Ignora, il pubblicitario televisivo, la violenza essere anche morale, spirituale, sul pensiero, psicologica, sulla volontà, sul libero convincimento.
E se nella commercializzazione è consentito quasi tutto, così non è nel libero convincimento del diritto di voto. La costituzione non può essere impunemente violentata. 

                          

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Sull’Ordinanza Milano 6/11/2016 al procedimento N.R.G. 2016/54353, solo una osservazione: la carenza dell’atto formale necessario corollario delle copiosissime elucubrazioni del magistrato giudicante. La trasmissione degli atti all’Alta Corte Costituzionale.  Provvedimento scontato, obbligato, dalla acclarata assenza di manifesta infondatezza, atomicamente deflagrante,  macroscopicamente: dalle arzigogolate, ripetive, contraddittorie, scoscese grezze strade, affrontate da chi, invade il campo, per lui incompetente, competenza altrui. Cotanto ponzare, tantummodo iattura. Poche obbligate parole ancòra; debito onorato, all’Alta Corte. Quello che sarebbe stato un raggiro, fors’anco un banale raggiro, in qualsisi altro contesto sociale, non solo nel campo pubblicitario; ammesso, tale, anche nella sfera etica; non può assolutamente fregiarsi di pari titolo nel contesto da cui promana. 
Siamo nel più alto firmamento della politica nazionale, ad opera e col concorso dei massimi organismi Statuali, con rispetto, esclusa soltanto l’ultima invalicabile frontiera.  La estrema. 
Codesta, mi sia consentito, per l’occasione, Altissima Corte Costituzionale.
Non è ammissibile, sopportabile; é assolutamente impossibile, non definire una violenza psicologica, mentale, quel messaggio istituzionale, che sporca il termine di istituzioni, ad opera  dei due rami del parlamento, riunitisi per ben due volte, ciascuno, per approvare quel  testo di legge riportante quel titolo.
Le azioni, conseguenti; consequenziali; saranno valutate con la massima ponderatezza nelle prossime, decisive, successive ore; per sfociare, soltanto se confermate le sensazioni, ed in forma inoppugnabile, assoluta, in certezza al di sopra di ogni ragionevole dubbio, ed, in tale esclusiva; temuta; terribile; ipotesi; nel naturale protettorato. In questo triste momento, il più triste del dopo guerra, necessita intervento arginatore. Il guado a tutela della Democrazia e della Repubblica,  è evaporato per l’effetto serra.      

 

Catania 28/11/2016                  antonino russo  

 

 

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                                  PAGINA SPERIMENTALE

                                               La Trappola

 

La notte avvolge

con il suo manto

desideri infranti,

sogni distrutti.

D’improvviso

quando tutto

sembra ormai perduto,

una luce intensa

illumina il mondo,

stupisce e conforta,

fortifica e rassicura.

Esiste magia più grande dell’amore?

Nasce nel profondo,

dove non puoi vederlo.

Cura le ferite dell’anima

dormiente e alberga in noi.

Infine esce allo scoperto.

Boom. La trappola è innescata.

Non preoccuparti sei solo innamorata.

 

                                                                                     Paola Campisi

                           

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Nel numero 8 de' L’Irregolare, per chi fosse interessato, alcuni approfondimenti esplicativi ed etimologici.
    

                                                                               
                                                                 


                                                                   pubblicazione aperiodica priva di testata, della
                                                                                                        associazione politica: "VIVERE IN SERENITA'; 
                                                                                                        fornitore di hosting Aruba; autore responsabile:
                                                                                                        Antonino Russo n.22 08 1948 Catania;
                                                                                                        sede:via S. Maddalena 14; 95124 Catania


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